Recentemente è diventata virale su Twitter una breve clip del grafico Fabio Comparelli, intitolata “The Evolution of Man”. Mostra un’ inquietante e affascinante dipinto della nostra evoluzione, da Australopiteco ad Astrouomo. Ma ciò non è stato disegnato da lui, bensì da un ghost-artist chiamato Midjourney. Alcuni forse ne avranno già sentito parlare, ma sicuramente non l’avrete visto. Si tratta di un’intelligenza artificiale che crea immagini a partire da input testuali. Come Fabio, molti di noi hanno scoperto tale tecnologia durante il periodo estivo, e magari qualcuno si è anche dilettato nel chiedere a Dall-E, un’altra “A.I.rtista”, immagini impossibili con Emily Ratajkowski sul campo di battaglia di Austerlitz o con Dante e Virgilio che si baciano sul Titanic. Non richiedono alcuna abilità creativa, se non quella di sapere cosa scrivere e come farlo. Lo stesso “metodo” abbiamo pensato di applicarlo ad un testo, e in questo campo i progressi sono spaventosi, anche se meno “virali”. Basti pensare che da un decennio agenti russi e cinesi usano testi generati da A.I. per inondare di testi i social network occidentali in occasione di eventi come le elezioni americane o le proteste sociali. Generati da algoritmi sono pure gli annunci su internet, le newsletter, perfino gli articoli ed i blog.
Vi invitiamo a leggere nella prossima pagina il contributo di uno tra questi, Copymatic, che *non* dovreste assolutamente utilizzare per i vostri temi. L’A.I. si descrive, e parla anche delle conseguenze etiche e culturali delle tecnologie intelligenti nell’arte. Con la premessa che tutte le loro produzioni devono necessariamente partire da influenze umane, e che sono costruite a partire da un immenso database di opere create da esseri umani, è vero che il lavoro creativo e pratico viene svolto interamente da un computer, in una manciata di secondi . Come devono essere valutate queste opere? Il “Théâtre D’Opéra Spatial”, di Jason Allen, ha ricevuto il primo premio nella categoria Digital Arts presso la Colorado State Fair. Eppure Allen l’immagine non l’ha fotografata o creata, ma l’ha generata con Midjourney, utilizzato anche in questa occasione. Non andrebbe forse premiato l’algoritmo? Oppure va visto come semplice materia prima plasmata dalla visione dell’homo sapiens che batte la tastiera? Il dibattito è ancora agli inizi, tuttavia per ora ciò che chiamiamo ἦθος, l’intenzione espressiva, è esclusiva di noi primati, così come la capacità di esprimere idee nuove. Ma non si esclude che in futuro anche un’A.I. riesca a mettere insieme concetti e stili in modo tale da dare l’illusione di innovazione, e addirittura quella di un messaggio. Che sia una bufala o no, la storia dell’ingegnere di Google Blake Lemoine sul computer senziente LaMDA sicuramente dimostra quanto facilmente cadiamo nell’interpretazione di certi pattern come significativi. E invece, sul lato pratico, visto che l’automazione meccanica e quella digitale hanno già prodotto terremoti sociali per ora incalcolabili, come reagirà il mercato ai nuovi “A.I.rtisti”? Come spiega Fabio Comparelli durante un’intervista, le aziende non sanno ancora di quanto tempo ed energia necessitano gli algoritmi per funzionare efficientemente, e a lui sono già arrivate offerte di lavoro per creare grafiche in quel modo. Quindi, se delle strade si chiuderanno (non dubito che lavori “minori”, come illustrazioni e copertine di libri, verranno automatizzate in futuro, per tagliare i costi) altre, a condizione di essere abbastanza scaltri, si apriranno. La tecnologia ha sempre avuto un ruolo al tempo stesso creativo e distruttivo.
Parte scritta dall’AI: An AI is an artificial intelligence, a digital or mechanical being designed to think and reason like a human. Just as there are different types of humans, so too are there different types of AIs. Some AIs are simple and only capable of performing basic tasks, while others are incredibly complex and can carry out complicated processes. AIs are not living beings, but they can mimic some aspects of human behavior. For example, they can learn from experience and recognize patterns. They can also make decisions based on data, although they may not always be accurate. However, AIs lack many of the things that make us human, such as feelings and emotions. There is no doubt that artificial intelligence (A.I.) is rapidly evolving and growing more sophisticated every day. As A.I. continues to advance, it is inevitable that it will increasingly become integrated into our lives and the workplace. With this in mind, it is important to consider the ethical implications of A.I. and how we can ensure that its use is ethically sound.One key ethical concern around A.I. is the potential for it to lead to unemployment as machines increasingly take on jobs that have traditionally been done by human beings. While some see this as a positive development – freed from the need to do menial or dangerous work, we can focus on more creative pursuits – others are understandably worried about the impact on employment levels and the economy more broadly. One solution to this problem could be specialization – rather than trying to compete with A.I., we could focus on becoming experts in areas where humans still have an advantage over machines, such as creativity or empathy.Another ethical concern relates to the way in which A.I.-enabled technology is impacting our society as a whole. As we become increasingly reliant on machines, there is a risk that we lose our human connection with one another and become a more technical society. One way to combat this could be to use A.I.-enabled technology in ways that augment our human abilities rather than replace them entirely; for example, using machine learning algorithms to create works of art or using robotics technologies to When it comes to the future of artist and A.I, there is no doubt that both will have a major impact on each other. As artificial intelligence technology ontinues to develop and evolve, so too will the way in which artists use it to create their works.There are already many examples of artificial intelligence being used in the creative arts, such as in music composition and film making. In the future, we can expect to see even more fascinating and ground-breaking examples of A.I being used by artists in a variety of different ways.One thing is for sure, the relationship between artist and A.I is one that is set to enhance and change the face of the creative arts forever.
Una AI è una intelligenza artificiale, un essere digitale o meccanico progettato per pensare e ragionare come un umano. Proprio come ci sono diversi tipi di umani, così ci sono anche diversi tipi di AI. Alcune AI sono semplici e capaci solo di svolgere compiti semplici, mentre altre sono incredibilmente complesse e possono portare avanti processi complicati. Le AI non sono esseri viventi, ma possono simulare alcuni aspetti del comportamento umano. Per esempio possono imparare dalle esperienze e riconoscere pattern. Possono anche prendere decisioni basandosi sui dati, anche se possono essere non sempre accurate. Tuttavia, alle AI mancano molte delle cose che ci rendono umani, come sentimenti ed emozioni. Non c’è dubbio che l’intelligenza artificiale (A.I.) si stia rapidamente evolvendo e stia diventando ogni giorno più sofisticata. Come l’A.I. continua a fare progressi, è inevitabile che venga integrata sempre più nelle nostre vite e nel lavoro. Per questo, è importante considerare le implicazioni etiche dell’A.I. e come possiamo garantire che il suo utilizzo sia eticamente corretto. Un interesse etico essenziale riguardo all’A.I. è la possibilità per essa di causare disoccupazione, ora che le macchine si assumono sempre più compiti che sono stati tradizionalmente svolti da esseri umani. Mentre alcuni vedono questo come uno sviluppo positivo – liberi dalla necessità di svolgere lavori umili o pericolosi, possiamo concentrarci su attività più creative – altri sono comprensibilmente preoccupati per l’impatto sui livelli occupazionali e sull’economia in generale. Una soluzione a questo problema potrebbe essere la specializzazione – piuttosto che cercare di competere con l’A.I., potremmo concentrarci sul diventare esperti in campi nei quali gli esseri umani hanno ancora un vantaggio rispetto alle macchine, come la creatività o l’empatia. Un altro interesse etico riguarda il modo in cui la tecnologia permessa dall’A.I. stia influenzando la nostra società nel suo insieme. Man mano che diventiamo sempre più dipendenti dalle macchine, c’è il rischio che perdiamo i nostri rapporti umani reciproci e diventiamo una società più tecnica. Un modo per contrastare ciò potrebbe essere quello di utilizzare la tecnologia abilitata dall’A.I. in modi che aumentino le nostre capacità umane anziché sostituirle completamente. Quando si parla del futuro di artisti e AI, non c’è dubbio che entrambi avranno un enorme impatto su di loro. Continuando a svilupparsi ed evolversi la tecnologia delle intelligenze artificiali, si svilupperà anche il modo in cui gli artisti la useranno nel loro processo creativo. Già ci sono molti esempi di intelligenze artificiali usate nelle arti, come per esempio nella composizione di brani o nella creazione di film. In futuro, possiamo aspettarci di vedere esempi ancora più affascinanti e innovativi di AI usata da artisti in una varietà di modi diversi. Una cosa certa è che la relazione tra artista e AI si prospetta di migliorare e cambiare l’aspetto delle arti creative per sempre.






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