Intervista a Beatrice Di Stefano riguardo al concerto del 15/12/22

Beatrice Di Stefano studia al conservatorio di Gallarate e frequenta il liceo linguistico. Anche lei suonerà al concerto che si terrà a scuola il 15.

Noi di Zabaione le abbiamo fatto qualche domanda.     

Beatrice, che cosa ci suonerai al concerto del 15 dicembre? 

Al concerto suonerò il Notturno op. 48 n. 1, la Ballata op. 23 n. 1 e lo Scherzo op. 20 n. 1, tutte di Chopin.   

Perché hai scelto di suonare proprio questi pezzi? 

Perché, essendo tutti di Chopin ed essendo stati composti nel Romanticismo, fanno parte di un repertorio pianistico che a me personalmente piace tantissimo: mi affascina molto il fatto che in quel periodo le emozioni fossero al centro dell’attenzione per i compositori.   

Tra i pezzi che porterai ce n’è uno che preferisci? 

Penso sia difficilissimo sceglierne uno, poiché trovo che siano tutti e tre dei pezzi davvero bellissimi.   

Hai un interprete di riferimento? 

No, non ne ho uno specifico, poiché i pezzi di Chopin sono stati suonati da tantissimi grandi musicisti nella storia che potrebbero essere presi come riferimento.  Tuttavia, quando devo iniziare a suonare un nuovo brano di Chopin, tendo ad ascoltare le versioni di Krystian Zimerman, in quanto mi sembrano sempre essere senza tempo, eterne e fresche.   

Dunque anche tu preferisci le interpretazioni più moderne rispetto a quelle storiche, come nel caso della tua compagna Beatrice Baldissin?

 Sì, perché, sebbene ci siano tantissimi altri grandi musicisti che suonano in un modo impeccabile, nel loro caso si capisce facilmente che sono vissuti in un periodo storico diverso dal mio e questo me li fa sentire più lontani. Zimmerman invece non ha questa caratteristica e, perciò, ascoltando le sue interpretazioni, si potrebbe quasi pensare che siano tue – anche se ovviamente non bisogna mai copiare gli altri musicisti, ma solo cercare di trarre ispirazione da loro.   

Assolutamente! in preparazione al concerto quindi consiglieresti di ascoltare i brani che porterai suonati da Zimmerman? 

Certamente!     

Immagino poi che al Conservatorio il tuo corso preferito sia pianoforte, invece il secondo preferito qual è? 

Un altro corso che mi appassiona molto al di fuori del pianoforte è armonia, perché trovo che sia lo scheletro della musica che si suona: infatti, finché non si studia armonia, si può sì trovare bellissima la musica, ma non la si capirà mai fino in fondo; invece, il corso di armonia insegna ad aprire gli occhi anche su quegli aspetti che vanno oltre alle emozioni trasmesse dalla musica e dai brani che si studiano, permettendo di comprenderli più in profondità!   

Insomma, l’armonia è faticosa, toglie tempo al pianoforte, però è molto utile!     Anche tu, come Beatrice Baldissin, non frequenti il liceo musicale, ma un liceo linguistico. Come mai questa scelta? 

  Ho sempre pensato che il liceo linguistico sarebbe stato adatto alla professione di pianista e concertista. Studiando in modo approfondito le lingue più parlate e in particolare l’inglese, non avrò problemi a girare il mondo. Inoltre sono felice di frequentare una scuola in cui la musica non esiste. Ho la possibilità di concentrarmi su altre materie e di acquisire una buona cultura generale.  Quando devo rimanere sui libri fino a mezzanotte mi rendo conto che se fossi al liceo musicale sarebbe più semplice… ma comunque rifarei questa scelta.

  Quindi, nel futuro, ti immagini una concertista?  

Sì, è il mio grande progetto dopo la fine del liceo. Mi auguro di salire sui palchi più prestigiosi del mondo, sia come concertista sia come concorrente. Fra qualche anno vorrei partecipare al Concorso Chopin di Varsavia perché Chopin è uno dei miei compositori preferiti.     

Cosa faresti in un momento di assoluta libertà dagli impegni del Conservatorio e della scuola?  

Parteciperei a tanti concorsi e poi suonerei in soggiorno dal mattino alla sera. Mi esibirei di fronte ad un vasto pubblico e in luoghi diversi, sperando che i concerti non vengano programmati in giorni consecutivi, perché non riuscirei a ripassare abbastanza!     

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