Si è da poco concluso l’appuntamento romano del Change the World, Model United Nations (CWMUN) – per i non addetti ai lavori, le simulazioni dei lavori dell’ONU organizzate dall’Associazione Diplomatici – cui hanno partecipato studenti liceali e universitari provenienti da tutta Italia e diversi Paesi esteri di molte regioni del mondo, da Israele alla Russia fino al Brasile.
L’esperienza consiste in tre giorni di lavori frenetici al culmine di un percorso di preparazione molto intenso: gli studenti – delegate per quei tre giorni – prendono parte attiva a quello che durante la preparazione viene presentato come un gioco di ruolo, emulando i procedimenti dell’ONU, le cui assemblee simulate sono composte da delegazioni di due o tre ragazzi ciascuna che rappresentano un Paese scelto per loro dagli insegnanti. L’intero percorso – che si svolge rigorosamente in inglese – è imperniato sui temi che l’ONU stesso sta trattando in questo periodo: a Roma la General Assembly, composta da 53 Paesi, discuteva le azioni per attuare l’agenda 2030, e l’assemblea FAO, composta da 54 Paesi, su temi relativi agli effetti del cambiamento climatico sulla sicurezza alimentare. Inaugurata l’apertura dei lavori con una cerimonia presso la Sala dei gruppi parlamentari, i primi due giorni in assemblea si consumano in dibattiti relativi al macrotema dell’assemblea, nella creazione di coalizioni con altri Paesi con cui lavorare alla bozza di un documento stilato secondo i dettami della forma utilizzata dall’ONU, che verrà poi presentato l’ultimo giorno come risoluzione ONU e messo al voto. Il terzo giorno chiaramente è il momento in cui vengono assegnati i riconoscimenti: si premia la miglior delegazione di ogni assemblea e si conferiscono le menzioni d’onore. Alcuni ragazzi del Liceo Parini, che partecipa tutti gli anni all’appuntamento emiratino e newyorchese dell’Associazione Diplomatici, hanno preso parte ai lavori di Roma riportando clamorosi successi: dopo aver vinto la best delegation nel Consiglio di Sicurezza a Dubai lo scorso novembre rappresentando la Russia, Filippo Roversi l’ha vinta anche nella General Assembly a Roma. Ha rappresentato un altro Paese difficile, la Cina, insieme alla sua co-delegate Letizia Milan, classicista del liceo Zucchi di Monza. Altri pariniani che hanno partecipato alle simulazioni di Roma hanno dimostrato di sapersi perfettamente destreggiare nel ruolo assegnatogli e il loro impegno è stato premiato: Federico Lombardo e Tommaso Roversi, rappresentanti per la Finlandia, e Filippo Spinelli con Anna Tettamanti, per la Svezia, hanno ricevuto due delle cinque honourable mention conferite alle delegazioni della General Assembly; Francesco Monesi l’ha invece ricevuta nell’assemblea FAO, caratteristica della tappa romana. Tra i pariniani da menzionare c’è certamente anche Alessandro Ferrario, veterano del CWMUN e vincitore l’anno scorso a New York di una honourable mention, che quest’anno collabora con Associazione Diplomatici e ha supportato i ragazzi trasmettendo la sua esperienza e guidandoli nei lavori. Premiati o no, sicuramente i partecipanti hanno però acquisito i principali obiettivi del progetto, comprendendo i meccanismi sia formali che di interrelazione della diplomazia. Inoltre l’apprendimento di come adottare in modo sistematico una prospettiva completamente differente dalla propria, favorito dalla pluralità di Stati di provenienza dei ragazzi partecipanti, arricchisce anche a livello personale, dal momento che si traduce in maggiori capacità di dialogo con l’altro e con culture molto distanti dalla propria, con cui si cerca costantemente un punto di incontro.






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