Nella pellicola estiva che ha attratto milioni di spettatori nelle sale cinematografiche, l’iconica fashion doll non viene raffigurata come la ragazza perfetta, ma come una tipica donna nel mondo moderno. Seguendo il percorso di Barbie nella realtà contemporanea, lontana dal mondo fittizio e illusorio di Barbieland, viene progressivamente mostrata l’evoluzione della sua coscienza femminile. Ken, invece, raffigurato come il ragazzo costantemente respinto e dipendente da Barbie, diventerà sempre più consapevole del suo valore, causando anche qualche guaio, il tutto all’interno di un’atmosfera da musical.

Per quanto possa essere un film mainstream, si tratta comunque di un’opera volta a sensibilizzare  riguardo a tematiche importanti, come la comprensione del proprio io o il proprio posto nella società, un pubblico cinematografico universale, che comprenda adulti e bambini: un progetto con questo scopo presenta sicuramente degli aspetti positivi. Per alcuni però la pellicola non ha soddisfatto le aspettative, anche a causa della massiccia campagna di marketing che ha preceduto l’uscita al cinema. Le problematiche della condizione femminile che il film voleva evidenziare sono arrivate forti e chiare, l’aspetto più criticato è stato la storia. L’idea originale è facile da maneggiare, ma la trama, incompleta e con molti buchi, non è stata approfondita come meritava. Lo stesso vale per i personaggi, poco profondi e con una storyline poco dettagliata, che non incontrano realmente l’affetto del pubblico: forse sarebbero bastati trenta minuti in più.

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