Fino al 15 ottobre i Chiostri di Sant’Eustorgio si riempiono delle opere di Robert Doisneau, esponente della fotografia francese del Novecento.
Robert Doisneau è stato uno dei più celebri fotografi francesi del Novecento, grande esponente della cosiddetta “fotografia umanista”. Sono dunque i rapporti umani a rappresentare il nucleo tematico della mostra, allestita nei Chiostri di Sant’Eustorgio, e visitabile fino al 15 ottobre, articolata in un coinvolgente percorso che comprende 130 opere dell’artista. I temi degli scatti sono vari; una prima sezione presenta fotografie ambientate per le strade di Parigi nelle quali sono immortalate persone felici, soprattutto bambini e giovani adulti, durante occasioni di festa, oppure colte nella loro vita quotidiana. Sono proprio due giovani incontrati casualmente dall’artista i protagonisti dell’iconico scatto, simbolo dell’arte di Doisneau e dell’energia e dell’entusiasmo tipici della gioventù, conosciuto come “Le Baisier de l’Hôtel de Ville”. La composizione della fotografia, dal forte impatto, presenta i due giovani innamorati al centro dello scatto, immortalati per sempre nel loro gesto spontaneo, mentre intorno a loro alcuni passanti proseguono indifferenti lungo il marciapiede trafficato. Il percorso della mostra ricorda anche il periodo degli esordi, durante il quale Doisneau si era cimentato nel genere della fotografia industriale. Attraverso i suoi scatti nelle fabbriche della Renault a Billancourt sono raccontate le fatiche a cui gli operai erano sottoposti ogni giorno. Infine una terza sezione comprende le foto scattate dall’artista durante il secondo conflitto mondiale, nelle quali Doisneau, arruolatosi come fotografo nell’esercito francese, denuncia il degrado della guerra, cogliendo però dettagli che, anche nella distruzione totale, mostrano attimi di umanità e poesia. Fra queste fotografie colpisce in particolare il ritratto di un gruppo di soldati sorridenti. Inizialmente Doisneau non era contento del risultato, e solo in seguito aveva compreso la bellezza dello scatto, che cattura un momento di gioia, dato dalla compagnia e dall’amore di altre persone. Sono attimi semplici, dai quali traspare una felicità genuina, condivisa dai soggetti fotografati e dall’artista stesso, mosso da una irrefrenabile curiosità per ciò che lo circonda. La sensibilità di Doisneau e la sua attenzione al singolo istante, capace di dare significato alla vita, traspare da una delle frasi del fotografo che accompagnano i visitatori durante il percorso: “Un centesimo di secondo qui, un centesimo di secondo là… anche se li metti tutti in fila, rimangono solo un secondo, due, forse tre secondi… strappati all’eternità”. Consiglio vivamente questa mostra perché è la testimonianza dell’opera e del pensiero di un fotografo con una storia straordinaria.






Lascia un commento