A tre anni dall’uscita della sua ultima opera, Christopher Nolan torna al cinema con un biopic, raccontando la storia di J. Robert Oppenheimer, inventore della bomba atomica.
Nonostante questo genere cinematografico sia spesso criticato per essere ripetitivo e poco incisivo, il regista riesce a “cambiare la formula”, aggiungendo il suo particolarissimo stile di montaggio; infatti “bombarda” lo spettatore con scene spesso scollegate e provenienti da momenti diversi della vita del fisico, proprio come il protagonista bombarda il nucleo dell’atomo per creare il suo ordigno mortale. La figura di Oppenheimer è ambigua e complessa, e grazie alla sceneggiatura di Nolan emerge il tragico dilemma personale dello scienziato, in bilico tra l’ambizione di essere padre di una scoperta epocale e aiutare il suo Paese a vincere la guerra, e la consapevolezza di creare una minaccia per l’intera umanità. La grande performance di Cillian Murphy nel ruolo del protagonista ne accentua ulteriormente l’impressionante caratterizzazione psicologica. Lo spettatore è condotto all’interno dei pensieri di Oppenheimer in momenti memorabili, come quello in cui, a seguito di un discorso del fisico, il battere di piedi del pubblico è più rumoroso dell’esplosione avvenuta poche scene prima. L’uscita del film non è stata accolta positivamente in tutto il mondo; sono arrivate molte lamentele dal Giappone, dove si è cercato di sensibilizzare il pubblico americano sostituendo su alcune locandine il volto di Murphy con quello di Bin Laden, e dove al momento è stata vietata la distribuzione della pellicola.






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