Se è vero che nel mondo degli adattamenti cinematografici si sente sempre dire che il libro è meglio del film, Killers of the Flower Moon, l’ultimo, attesissimo lavoro di Martin Scorsese, potrebbe essere una delle poche eccezioni. Grazie alla sua regia impeccabile e alle incredibili performance degli attori protagonisti, l’opera riesce infatti a raggiungere altissimi livelli artistici.

Scorsese ha sempre trattato il tema dei peccati capitali nelle sue pellicole, concentrandosi molto sull’avarizia, e nel film ritroviamo questa tematica al centro della trama. La storia segue la vicenda di Ernest Burkhart (Leonardo DiCaprio), da poco trasferitosi dallo zio William Hale (Robert De Niro), un grande proprietario terriero dell’Oklahoma che è in ottimi rapporti con la tribù Osage, alla quale però appartiene un territorio ricco di petrolio. Hale e altri imprenditori vogliono ottenere l’oro nero, e per riuscirci sarebbero disposti a tutto. Scorsese per questo film si affida ai suoi due attori preferiti: DiCaprio, che con il regista ha girato 7 film, ci regala una delle migliori interpretazioni della sua carriera, e anche De Niro, che nei film di Scorsese ha recitato ben 10 volte, nonostante abbia raggiunto recentemente gli ottant’anni, riesce ancora a sembrare terrificante. Ottima performance anche da parte di Lily Gladstone, che interpreta Mollie Burkhart, la moglie di Ernest. Martin Scorsese ha una delle filmografie più significative della storia del cinema, e questo film fa sicuramente parte dei suoi migliori, e, per quanto lungo, non annoia mai, e propone agli spettatori un inquietante spaccato degli Stati Uniti negli anni Venti. Se non siete ancora andati a vederlo per via della durata, e avete avuto tre ore per guardare Avengers: Endgame, non avete venti minuti in più per Scorsese?

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