RIVOLTE AD HOLLYWOOD
Il mondo dello streaming e del cinema, da sempre in grado di catturare l’interesse dei più sempre alla ricerca di nuovi film e serie tv a cui appassionarsi, ha da un po’ di tempo interrotto il suo ritmo frenetico e costante fino quasi a fermarsi. Gli scontri tra le piattaforme di streaming, rappresentate dall’Alliance of Motion Picture and Television Producers (AMPTP), e i membri del Writers Guild of America West (WGA) e del Screen Actors Guild – American Federation of Television and Radio Artists (SAG-AFTRA) hanno infatti portato questi ultimi a proclamare lo sciopero.
Ma facciamo un passo indietro: chi sono effettivamente i protagonisti di cui stiamo parlando? Il SAG-AFTRA e il WGA sono due sindacati americani che rappresentano una gran parte rispettivamente degli attori e degli sceneggiatori statunitensi, mentre l’AMPTP è un’associazione di categoria che rappresenta i maggiori servizi streaming e produttori cinematografici americani. I recenti scioperi, operati appunto da questi due sindacati, sono i più intensi mai vissuti nella storia di Hollywood: il SAG-AFTRA è il WGA, infatti, non scioperavano contemporaneamente e così a lungo dal 1960 e l’impatto è stato tale da fermare a lungo l’intera industria cinematografica, guadagnandosi le prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo.
Per comprendere la situazione delicata in cui si trova attualmente ogni elemento coinvolto però, bisogna capire come è iniziata. Lo sciopero dei membri del WGA è quello che, finora, è durato più a lungo. È cominciato il 2 maggio dopo il fallimento delle prime negoziazioni che riguardavano il preesistente accordo sui diritti e la protezione del lavoro del WGA, il Minimum Basic Agreement (MBA). Esso, che però tutelava solo gli scrittori della televisione e non quelli dello streaming, causando dunque disparità di trattamento e paga, era stato concordato e messo in atto dal 2 maggio 2020, e sarebbe scaduto l’uno maggio 2023. Le ragioni degli scioperi riguardano quindi la mancanza di riconoscimento per il lavoro svolto e l’uso sperimentale di AI progettate per creare ed elaborare storie, come “sostituti” degli sceneggiatori. Inoltre ci sono anche problemi riguardanti la mancanza di risorse fondamentali in ambito di personale e tempistiche inadeguate. Infine altre problematiche riguardano lo stipendio degli sceneggiatori, ritenuto troppo basso, e la non adeguata retribuzione dei residuals, guadagni ottenuti dalla vendita del prodotto, o da altri suoi utilizzi. Le prime negoziazioni sono avvenute il 4 agosto, senza però riuscire a raggiungere un accordo, arrivando così ad una situazione di stallo che durata fino a settembre. Le trattative sono poi riprese solo il 20 settembre e giungendo finalmente ad un accordo quattro giorni dopo. Il 26 settembre lo sciopero è stato dichiarato ufficialmente concluso, dopo ben 148 giorni di stop.
Lo sciopero del SAG-AFTRA, per cui gli attori non possono partecipare neanche ad eventi promozionali o convention, è iniziato invece più tardi. Gli attori hanno proclamato lo sciopero il 14 luglio 2023, dopo il mancato accordo riguardo al nuovo contratto, data la scadenza del precedente il 30 giugno 2023. Le ragioni dello sciopero riguardavano le condizioni di lavoro spesso ritenute sfavorevoli, i problemi riguardanti l’immagine degli attori, sfruttata dai servizi di streaming e dai media oltre i limiti della privacy, l’utilizzo di AI, che possono usare i dati per scopi a cui gli attori non hanno acconsentito, arrivando a riprodurne le sembianze o le performance e infine stipendi migliori, con una retribuzione giusta dei residuals. Le negoziazioni sono iniziate il 2 ottobre ma si sono bloccate dopo l’11. Dal 26 ottobre sono poi riprese nuovamente, ma lo sciopero è ancora attualmente in corso e ha ormai superato i 100 giorni. Oltre ai principali protagonisti, altre categorie di lavoratori sono state coinvolti in questa vicenda, come i membri delle troupe e il personale ad ogni livello delle case di produzione. Ci sono state anche ripercussioni economiche su molte attività commerciali legate all’industria cinematografica, fino ad influenzare la situazione economica delle località scelte per ambientare progetti bloccati o sospesi, che hanno visto sfumare i guadagni collegati al periodo di riprese. Ultimo ma non meno importante, è stato chiaramente coinvolto il pubblico, condizionato dalle cancellazioni e dai ritardi dei vari progetti in lavorazione e dalla minore qualità in termini di CGI e post produzione nei prodotti più recenti. La pressione dell’opinione pubblica è stata perciò in grado di influenzare a sua volta il corso degli eventi, dando una prospettiva diversa a questo scontro epico e aggiungendo altra carne al fuoco.






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