15 marzo: giornata nazionale contro Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione.
Nel 2023 in Italia sono state diagnosticate circa 3 milioni di persone malate di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) – pari al 5% della popolazione – e quasi 2 milioni di queste sono giovani tra i 12 e i 25 anni (circa 10 giovani su 100).
Oggi i DNA (Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione) sono la prima causa di morte tra i giovani, dopo gli incidenti stradali; eppure ancora molti non considerano i disturbi alimentari come una vera e propria malattia – quale effettivamente è – ma piuttosto come capricci, ricerche di attenzioni, diete sfuggite di mano, e in generale, argomenti tabù.
Le persone intorno al malato faticano a focalizzare il problema finché non è troppo tardi, finché gli effetti collaterali del disturbo si palesano agli occhi di tutti e si è ormai entrati in un loop da cui è difficile uscire.
Anoressia, bulimia, binge eating e altri ancora: parole per lo più astratte nella mente di molti, disturbi spesso associati solo a vite straordinarie, quando invece sono molto più vicini a noi di quello che si pensa. E proprio per questo fare chiarezza è più che mai fondamentale: la conoscenza è il primo passo per la prevenzione, per far capire a tutte quelle persone che soffrono che non sono sole e per dare a chi è loro accanto gli strumenti per poterle aiutare e supportare.
Dal 2012, a seguito della scomparsa di una ragazza per bulimia nervosa, è stata istituita questa giornata dedicata al tema e, dall’anno scorso, in Lombardia si è deciso di riservare un’intera settimana (quest’anno dal 9 al 16 di marzo) affinché i Disturbi del Comportamento Alimentare non passino più inosservati.
Ma facciamo un passo indietro: cosa sono i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, più comunemente detti Disturbi del Comportamento Alimentare?
Si tratta di complesse malattie che toccano sia la sfera psicologica sia quella fisica e che si manifestano generalmente in un pensiero ossessivo legato al cibo e al proprio corpo, che arriva ad annebbiare completamente la testa del paziente, il quale finisce per adottare comportamenti estremi e non salutari. Tuttavia, tanto i comportamenti quanto gli effetti fisici non sono altro che l’esternazione di fragilità e sofferenze più profonde che la persona non trova altro modo di esprimere.
Il 95% dei malati sono donne, ma principalmente perché gli uomini fanno più fatica a chiedere aiuto, sebbene negli ultimi anni anche questi ultimi stiano iniziando a rivolgersi più spesso a centri di cure specializzate.
I DNA non impattano solo su chi ne soffre ma anche sulla loro sfera sociale e sugli affetti: la malattia porta spesso ad isolarsi, a rinunciare a momenti di aggregazione, a chiudersi in sé stessi anche per paura di non essere compresi, per paura di venire etichettati con stereotipi comunemente diffusi (“sono solo capricci”, “basta riprendere a mangiare”, “vuoi fare la modella”, “come vorrei essere disciplinata come te”…).
Sono malattie subdole, che si insinuano profondamente nell’animo di chi ne soffre, il quale arriva addirittura a non riconoscersi più senza il disturbo alimentare e ad avere una visione distorta del proprio corpo allo specchio.
Tuttavia, da queste malattie si può guarire, anche se con qualche cicatrice; affinché ciò sia possibile, non solo chi ne soffre deve riconoscerlo, accettarlo e chiedere aiuto, ma anche chi gli sta intorno deve riuscire a coglierne le difficoltà, mostrarsi disposto ad ascoltarlo, a sostenerlo e soprattutto a capire quando bisogna fare un passo indietro per affidarsi ad esperti.
Per arginare la diffusione di questi disturbi, sempre più dilaganti, è fondamentale imparare a scorgere i campanelli d’allarme, non evitare l’argomento e non barricarsi dietro a dannosi pregiudizi, perché soffrire di disturbi alimentari non è né una vergogna né una sconfitta.
È necessario che tutti aprano gli occhi sul problema portando alla luce la questione, contribuendo con i mezzi che si ha a disposizione per la sensibilizzazione sul tema dei Disturbi del Comportamento Alimentare.
Ognuno di noi, nel suo piccolo, oggi – 15 marzo, giornata nazionale dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione – non si limiti a scorrere i post e gli articoli sul tema con disinteresse o superficialità: si soffermi a leggerli, cercando di approfondire e non sottovalutare la questione perché, oltre a quei 3 milioni di persone che hanno chiesto aiuto – e hanno soprattutto avuto il privilegio di trovarlo – si nascondono tantissimi altri individui che stanno soffrendo e che magari in risposta ad una richiesta d’aiuto hanno trovato indifferenza e porte sbarrate.






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