Ad un anno dall’uscita della prima parte, è ora nelle sale il secondo e conclusivo capitolo di Wicked, il musical che strega Broadway da oltre vent’anni con la sua versione, certamente fuori dagli schemi, delle vicende de “Il Mago di Oz” e di tutti gli avvenimenti che hanno causato la peculiare avventura di Dorothy nel romanzo originale.
Nel film è evidente l’affetto di tutti coloro che hanno partecipato alla produzione, sia nell’interpretazione estremamente coinvolgente degli attori, sia nella brillante regia di Jon M. Chu, che aveva diretto anche la prima parte della pellicola e che si è nuovamente dimostrato abile nello sfruttare le potenzialità della forma cinematografica per consolidare ed espandere la storia e i personaggi e per chiarire alcuni dubbi lasciati in sospeso dalla versione teatrale.
Degni di nota sono anche alcuni piccoli accorgimenti sulla gestione di tematiche sensibili tra cui le disabilità: iltrattamento riservato ad essa dal musical teatrale del 2003 è ormai obsoleto e necessitava un cambiamento – attuato in modo eccellente grazie al dialogo con attori e membri della produzione coinvolti in prima persona nei gruppi rappresentati dal film.
Con il suo forte messaggio politico e morale, “Wicked: For Good” perde la spensieratezza del primo capitolo della saga e induce lo spettatore a riflettere su un’attualità grigia, la quale rivela purtroppo uno sconcertante numero di somiglianze con la nostra quotidianità.






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