Il Parlamento italiano ha definitivamente approvato una legge che introduce nel Codice Penale il reato autonomo di femminicidio. Il 25 novembre 2025, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la legge è stata approvata alla Camera dei Deputati. È entrata poi in vigore il 17 dicembre 2025 ed è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale come legge n. 181.La legge introduce nel Codice Penale l’articolo 577-bis, che definisce il femminicidio come l’omicidio di una donna motivato da odio o discriminazione di genere. Il reato si configura anche quando l’uccisione è commessa come atto di dominio, controllo o possesso sulla donna, in seguito al rifiuto della vittima di instaurare o proseguire una relazione affettiva, oppure per limitarne la libertà.Essendo diventata legge, sono previste pene molto severe, tra cui l’ergastolo, oltre ad aggravanti particolari nel caso in cui l’uccisione sia collegata ad altri reati, come stalking o violenza. Il provvedimento era già stato approvato in Senato con un’ampia maggioranza ed è passato poi all’unanimità alla Camera. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito la legge un segnale forte contro la violenza sulle donne. Il testo è stato fortemente sollecitato dai numerosi casi di cronaca e dalla mobilitazione dell’opinione pubblica contro i femminicidi, ancora molto presenti in Italia. L’Italia aggiunge così il femminicidio al proprio Codice Penale, con l’obiettivo di contrastare la violenza di genere e di dare una definizione giuridica chiara al fenomeno. Tuttavia, giornalisti, politici e commentatori sottolineano che, nonostante le pene più severe, restano questioni più ampie da affrontare, come la cultura, la prevenzione e l’educazione contro la violenza di genere. Al contrario, la legge su un reato strettamente collegato, quello del consenso sessuale, è stata rinviata.





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