Chi mai andrebbe a vedere un film sul ping pong? Perchè dovrebbe interessare? La risposta è semplice: perchè Marty Supreme di Josh Safdie è molto più di un semplice film sul ping pong. Nell’America degli anni ‘50 un giovane ragazzo, Marty Mauser, ha un solo obiettivo: scalare la vetta della società, per avere successo, essere ammirato, ricco e spensierato. 

Il nobile sport del table tennis non è che un mezzo per arrivare all’apice di un mondo post guerra in cui giovani ambiziosi come Marty conoscono solo una realtà: arricchirsi in modo smodato, senza pensare alle conseguenze; ma le conseguenze delle azioni di Marty saranno tante. Il protagonista affronta un vero e proprio percorso di formazione, facilmente paragonabile a quello del giovane Holden nell’omonimo romanzo di Salinger. Entrambi i personaggi, infatti, cercano senza tregua di raggiungere qualcosa che possa finalmente appagare la loro costante sete. 

Ricco di azione e suspense, con anche qualche colpo di scena, il film risente forse di una durata troppo lunga. È comunque senz’altro un’altra splendida pellicola interpretata magistralmente dall’attore candidato ai prossimi Oscar, Timothée Chalamet, impegnato nell’allenamento di ping pong dal 2018 per arricchire il film di scontri epici. 

Marty Supreme è stato protagonista di innumerevoli campagne di marketing assurde, come Chalamet ripreso sul tetto della Sphere, gigantesco palazzo sferico a Las Vegas, per annunciare le date di uscita, o ancora il volo a Hollywood di un dirigibile arancione – colore centrale della campagna del film.

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