Venticinque anni fa tre aerei della American Airlines e della United Airlines venivano dirottati da terroristi affiliati ad Al-Qaeda e fatti schiantare contro le Torri Gemelle e il Pentagono (gli aerei erano quattro, ma quello che si sarebbe dovuto schiantare sul Campidoglio o sulla Casa Bianca si schiantò in un campo in Pennsylvania, a seguito della rivolta dei passeggeri). Due giorni prima dell’attentato al World Trade Center, il generale Massoud (capo dell’Alleanza del Nord) veniva ucciso da due finti giornalisti algerini, facendo separare l’Alleanza del Nord e mettendo fine all’unica forza militare contro i Talebani (estremisti islamici che controllano l’Afghanistan).

Questa serie di attentati farà sbarcare gli Stati Uniti nell’Afghanistan insieme a cinquemila soldati italiani, numerosi battaglioni inglesi, australiani, turchi e francesi. ll governo dei Talebani cadde, ma Osama bin Laden (il mandante degli attentati dell’11 settembre) e Al Qaeda sopravvissero e trovarono un nuovo paese dove poter operare, l’Iraq. Nel marzo 2003 l’Intelligence americana suppone che gli iracheni posseggano armi di distruzione di massa e, per evitare che queste armi possano finire nelle mani degli estremisti islamici, gli Stati Uniti inizieranno una nuova guerra del Golfo.

Gli americani non volevano trovare solo le armi nucleari e biologiche, ma anche catturare i criminali più ricercati dell’epoca Osama bin Laden e Saddam Hussein (presidente iracheno in carica durante la seconda guerra del Golfo). L’Iraq fu invaso dagli americani poichè  credeva che possedesse armi biologiche e nucleari, ma le forze di ricerca americane non ne trovarono nemmeno una. L’esercito degli Usa, in seguito, ucciderà bin Laden e consegnerà Hussein a un popolo inferocito sull’orlo dell’estinzione che lo giustizierà il 30 dicembre del 2006. Il bilancio sarà di 641.100 morti di cui gran parte civili, per non trovare neanche un arma biologica, per far inginocchiare due paesi e la loro popolazione, per rendere due delle città più popolose al mondo (Kabul e Baghdad) un cumulo di macerie senza acqua o elettricità, per allontanare un governo islamico radicale, che avrebbe però ripreso il potere poco dopo il ritiro delle truppe straniere dall’Afghanistan. Milioni di soldati impiegati per una voglia di vendetta e una sete di sangue, che fu colmata solo dopo aver ucciso centinaia di persone innocenti. E dopo tutto questo in molti continuiamo a chiederci se ne è valsa veramente la pena.

di Matteo Camosci

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